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Vita da nomade digitale – il bisogno di fidarsi

Vita da nomade digitale - il bisogno di fidarsi

Una vita da nomade digitale accresce il bisogno di fidarsi degli altri.

Dov’è la fregatura? Ditemelo voi.

Sono in Spagna e ieri mi sono successe due cose che mi hanno fatto vibrare l’anima.

Tutto è cominciato solo qualche ora prima, quando ho preso d’istinto la decisione di ridurre ulteriormente il peso della valigia che mi porto dietro.

Da quando ho iniziato questa vita da nomade digitale, mi sono liberata di tanti carichi che sostenevo da troppo tempo.

Alcune di queste zavorre erano oggetti superflui, che non aggiungevano nulla al valore della mia persona.

Da piccola, sono cresciuta in una famiglia di accumulatori compulsivi: io, per converso, mi sono sempre liberata anche del necessario.

Da quando sono adulta, invece, la scelta di vivere una vita minimalista non germoglia dalla sofferenza, ma da esigenze pratiche, dal mio bisogno di non sentirmi schiava di niente e dalla scelta di compiere un percorso verso uno stile di vita più sostenibile.

Ieri, quindi, ho messo in vendita online alcuni degli ultimi oggetti che mi erano rimasti: li avevo tenuti perché mi confortavano in quelle sere in cui mi capita di avere bisogno di un abbraccio materno.

Una chitarra, un giradischi.

vita da nomade digitale - il bisogno di fidarsi

Sono arrivate tantissime richieste, soprattutto da italiani, e alla fine due persone diverse si sono candidate per l’acquisto.

È in questa fase che mi succede di avvertire una titubanza. A cos’è dovuta?

All’esigenza dei potenziali compratori di entrare in casa mia per valutare i prodotti. Dopotutto, stiamo parlando di sconosciuti.

Il mio amico disturbo da stress post traumatico, in questo, non mi agevola.

In quei momenti, però, mi dico di avere fiducia. Mi spingo a credere che non tutti partano con l’intenzione di fregare il prossimo, che non sempre ci sia un secondo fine.

Così ho spalancato la porta del piso compartito che mi sta accogliendo in queste settimane. Ho accolto degli sconosciuti in casa mia e quello che ne è venuto fuori è stato qualcosa di incredibile.

Vi ho detto che ieri mi sono successe due cose che mi hanno fatto vibrare l’anima.

La prima è stata la forza di volontà e l’apertura mentale di Mario, 40 anni circa, che non si è limitato alla compravendita, ma ha voluto conoscere la mia storia.

Io gli ho raccontato del mio percorso dalla Sicilia e di quale sia il mio progetto di vita.

Lui si è immediatamente offerto di dare il mio contatto a chiunque conosca e sappia stia cercando un Content Creator.

Non ha fatto la minima contestazione sul prezzo della chitarra. Si è seduto sul divano, ha suonato qualcosa, mi ha guardata dritta negli occhi e mi ha detto: “La tua Ibanez sarà in buone mani. Verrà suonata ogni sera dai miei amici al Tapas pub. Vieni pure quando vuoi a ritrovarla”.

Queste parole, seppur semplici, mi hanno rincuorata. Sono arrivate nella maniera più gentile e nel preciso momento in cui ne avevo bisogno.

La seconda è stata la solarità di Ylenia, 25 anni circa, che lavora come cameriera e che mi ha confessato perché ha sentito il bisogno di comprare il mio giradischi: nelle sere in cui non lavora, in una città che non conosce, si sente sola.

E la capisco bene.

Ylenia si è offerta immediatamente di cercarmi una stanza che mi accolga dopo il mio soggiorno in questo appartamento. Ho apprezzato tantissimo, perché non è stata una frase fatta: arrivata a casa, si è mobilitata immediatamente e mi ha ricontattata. Abbiamo parlato tutto il pomeriggio.

Ringrazio entrambi, ma non ce n’è bisogno: tra poche settimane ricomincerò il mio viaggio.

Probabilmente non rivedrò più né Mario né Ylenia, ma quello che mi hanno dato, quello che mi hanno trasmesso tutte le persone che ho conosciuto negli ultimi mesi, questo, non lo perderò mai.

Ho imparato a fidarmi di più delle persone, a non stare sempre sul chi va là, a mostrarmi aperta e sorridente.

Da quando il mio approccio è questo, mi si sono spalancate porte che non avevo neanche immaginato esistessero.

E in tutto questo non posso che dire grazie al mio lavoro e alla possibilità di occuparmene full remote, ovunque voglia e quando voglia.

E grazie anche alle persone con cui collaboro, perché sto entrando in contatto sempre di più con realtà che condividono i miei valori, che viaggiano verso la mia stessa direzione e che comprendono come queste esperienze siano formative per una 27enne come me.

Clarissa Cusimano

Content Creator specializzata in Digital Marketing e nomade digitale. Aiuto ogni giorno aziende, professionisti e giovani appassionati a realizzare i loro sogni online. In questo blog ti racconto la mia vita da nomade e ti svelo tutti i segreti del lavoro che mi ha portato a girare il mondo. Seguimi anche su Instagram e su Youtube!

3 pensieri su “Vita da nomade digitale – il bisogno di fidarsi”
  1. Ciao
    Sono siciliano come te e come te da sempre ho voluto essere più libero e vivere una vita più avventurosa. Per questo ho intrapreso anche un percorso per poter diventare nomade digitale.
    Ti ammiro tantissimo!

    1. Ciao Salvatore, sono molto contenta della sua decisione, che naturalmente condivido! Spero che questa scelta possa portare a entrambi grandi soddisfazioni 🙂

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